Attualmente l'area del Pian Scairolo è un agglomerato di spazi commerciali ed industriali tagliato da un tratto dell'autostrada a2, formatosi senza un disegno di unione. Il progetto rivalorizza le qualità morfologiche e naturalistiche del sito: una nuova gerarchia di strade ridefinisce i confini delle diverse aree garantendone una migliore accessibilità, mentre l'autostrada, non più intesa solo come un'infrastruttura di collegamento, è immersa in una nuova area boschiva, che le permetterà di superare il suo stato di limite per divenire "oggetto architettonico" capace di regalare una nuova singolare scenografia al paesaggio. Il fulcro della nuova pianificazione è il piano Fornaci all'interno del quale confluiscono tutti gli elementi del paesaggio e le reti viarie: pensato come "nuova porta urbana" traccia il passaggio tra la città consolidata e la città futura.

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Il progetto cerca di modificare l’esistente attraverso le sue stesse caratteristiche con l’obiettivo di coniugare i valori naturalistici con le esigenze future del territorio. Il nucleo centrale, riservato al commerciale e al terziario, è direttamente collegato alla nuova stazione ferroviaria ed è il perno intorno al quale ruota l’intero intervento. Le aree che circondano il nucleo ospitano diverse attività che soddisfano le esigenze di tutto il territorio e contemporaneamente delimitano la frontiera fra il nuovo e l’esistente. Il piano, nella sua completezza, predilige una morfologia che trascrive attraverso un linguaggio razionale l’orizzontalità dei fondovalle.

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Il progetto per Expo2000 prevede diversi punti di intervento all’interno del territorio sub-urbano di Hannover. La fiera vera e propria pensata come cittadella autonoma, congiuntamente ad un nuovo nucleo residenziale che, ha anche il compito di contenere l’espansione del quartiere di Bemerode, si sviluppa intorno alla collina del Kronsberg. Entrambi gli interventi si articolano su una orditura a maglia ortogonale, interrotta però nel quartiere residenziale per dare senso al sistema delle corti-giardino pubbliche. Il rimboscamento della collina, conferisce continuità tra le aree verdi e lacustri del fiume Leine e il nuovo sistema dei giardini, che delimitano il margine est della fiera. Nella fase successiva del progetto il sistema dei giardini è traslato all’interno della Expo2000, l’orditura della maglia urbana è quindi stata aperta sui quattro angoli verso la città esistente, e a sud – mediante quattro nuovi accessi – verso la nuova zona espositiva riservata ai padiglioni internazionali. Nell’area della fiera è stato progettato un grande spazio fieristico completamente libero, coperto da un soffitto a cassettoni in legno e sostenuto da grandi strutture a ponte. La realizzazione di un parcheggio per 3600 veicoli, delinea il limite ovest dell’area.

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La storia dei ponti di Bellinzona è la testimonianza del rapporto stretto delle città con il fiume Ticino. Con il nuovo accesso del semisvincolo autostradale sud, via Tatti diventa l’asse principale di entrata alla città. Per questa ragione il progetto evidenzia il manufatto ed il rilevato come importanti elementi paesaggistici ed urbanistici di riferimento. Per i terreni di proprietà cantonale si prevede un’edificazione a forma di serpente quasi a ricordo simbolico dello stemma di Bellinzona che termina su Via Zorzi con una torre alta 40 m di altezza, che segna l’entrata alla città e che si relaziona con tutto il territorio circostante. Per l’area privata verso il fiume si propone un quartiere residenziale all’interno di un parco, in stretto contatto con l’argine, delimitato a nord dal riale.

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Il progetto risponde all’esigenza del committente di sviluppare un nuovo centro del paese che metta in relazione gli edifici pubblici esistenti sul territorio comunale: la chiesa, il Municipio, le scuole. Il Comune di Cadenazzo non si è sviluppato attorno ad un centro ma è strutturato in piccole frazioni di carattere rurale poste sulla fascia pedemontana e lungo i riali del suo territorio, il progetto persegue quindi due obiettivi. In primo luogo quello di definire uno spazio pubblico attorno alle scuole comunali; in seguito quello di risanare e recuperare il riale Pianturina come elemento paesaggistico di collegamento dei comparti pubblici mediante una rete di percorsi pedonali. Il nuovo padiglione per manifestazioni del paese diventa elemento di riferimento collettivo e di snodo di tutti i percorsi della piazza che, strutturata su tre livelli, si articola a seconda della sua necessità.

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Roveredo, capoluogo della Mesolcina, è caratterizzata da numerose frazioni tra cui quelle più antiche di Piazza sulla sponda destra e di Piazzeta sulla sponda sinistra del fiume Moesa. Quest’ultima è attualmente divisa dall’autostrada A13 e dalla ferrovia retica. Con la realizzazione della nuova circonvallazione A13 Roveredo ha la possibilità di riqualificare urbanisticamente l’intero comune determinando lo sviluppo futuro a medio e lungo termine. Il progetto propone un nuovo tracciato di strada cantonale recuperando in parte l’attuale autostrada, libera il nucleo di Piazza e la strada sulla sponda destra dal traffico di attraversamento e garantisce ai due nuclei sul fiume un’area pedonale. La nuova strada cantonale è una strada urbana alberata che s’innesta nel sistema viario attuale con due rotonde ai limiti del territorio comunale. Essa diventa uno spazio di riferimento per tutto il territorio, capace di fermare un ulteriore sviluppo edilizio periferico, favorendo la densificazione delle aree edificabili esistenti e del nucleo del paese che si affaccia sul fiume. È anche elemento di ricucitura del tessuto urbano con Piazza Stazione al suo centro, dove nuove costruzioni di carattere commerciale, i parcheggi coperti sotterranei e una zona con traffico a velocità limitata formano un nuovo spazio urbano.

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Il nucleo di Bioggio si è sviluppato attorno al riale Riana a monte di via Regina. Il riale Riana segna il rilevato che dal centro di Bioggio scende verso il fiume Vedeggio. Da tutte le cartine e foto storiche si comprende il forte impatto paesaggistico di questo rilevato, che con il percorso della linea ferroviaria Lugano-Ponte Tresa si è ulteriormente rafforzato diventando un importante spazio di riferimento sul piano. Il progetto urbanistico dell’aria di Cavezzolo inizia con il recupero di questo rilevato come elemento paesaggistico attraverso un nuovo indirizzo pianificatorio, capace di assicurare la relazione del nucleo di Bioggio con il fiume e il piano del Vedeggio. Un percorso pedonale alberato lungo il riale evidenzia questo elemento e ricuce tutti i percorsi pedonali e ciclabili delle aree circostanti. Il rilevato diventa un naturale prolungamento del nucleo verso il fiume e ripristina un carattere già presente prima dell’edificazione artigianale e industriale poco controllata. 

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