La necessità di costruire cinque abitazioni in un lotto di dimensioni esigue, si è risolta con la costruzione di un singolo oggetto. La scelta di porre l'intervento al limite nord del sito conferisce intimità al complesso, tale condizione è riconfermata dalla presenza di un pergolato che chiude il giardino verso il bosco ed il torrente. La scala architettonica dell'oggetto è di facile lettura grazie alla divisione delle singole unità abitative modulari, evidenziate all'esterno da muri portanti in calcestruzzo che sottolineano la "volontà tettonica" del progetto. In ciascuna unità il percorso interno è valorizzato dalla luce zenitale che penetra attraverso i lucernari.

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La casa è appoggiata sopra un basamento in calcestruzzo pensato come citazione di un antico terrazzamento che - posto al limite del sito - traccia la frontiera tra il nuovo e il nucleo. Nel basamento trovano sede uno studio e diversi locali tecnici. A livello superiore una terrazza proietta all'esterno lo spazio del soggiorno completamente vetrato; al di sopra si adagia una scatola in legno prefabbricato all'interno della quale si dispongono le camere da letto ed i servizi. La scelta di utilizzare il legno per identificare il volume sospeso, è stata necessaria per riaffermare lo "spirito del luogo": il rosso delle lamelle infatti, rinvia la memoria ai tetti delle costruzioni di carattere rurale del nucleo di Solduno.

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Aldesago, piccolo borgo sul Monte Brè, si apre sul lago Ceresio di fronte alla città di Lugano. La posizione singolare del sito e la sua particolare morfologia hanno orientato le preferenze progettuali: la casa bifamiliare infatti si impone come un unico oggetto poggiato con valore ieratico nel territorio. Questa precisione permette di decodificare l'orografia del luogo non solo dall'esterno ma anche dall'interno verso il paesaggio. I soggiorni delle due abitazioni, completamente vetrati e aperti su due corti e sulle piscine, sono incorniciati da un tetto-pensilina in calcestruzzo capace di inquadrare il lago e il Monte San Salvatore creando un effetto fortemente suggestivo.

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L'esigua superficie del lotto e la presenza di terrazzamenti naturali hanno dettato le regole compositive della casa bifamiliare. Un percorso ortogonale alle curve di livello collega la parte inferiore del sito a due corti: queste due stanze a cielo aperto mettono indissolubilmente in relazione l'abitazione al paesaggio. Il concetto di appartenenza è riconfermato dal leggero sollevamento del tetto: la luce che penetra all'interno diventa l'elemento guida per gli spazi serventi e contemporaneamente consegna la casa al luogo e al tempo.

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Il progetto prevede il recupero di un "alpe" al limite del comune di Pianezzo. La nuova costruzione riservata alla funzione abitativa si sostituisce a due edifici di poco interesse, mentre i rimanenti cinque sono ristrutturati per ospitare spazi espositivi e un atelier. L'orografia degli spazi ha permesso di realizzare due diverse condizioni dell'abitare. Contrasto visualizzato attraverso un differente uso del legno: negli edifici esistenti l'uso dei pannelli prefabbricati auto-portanti posti all'interno traduce il nuovo spazio esprimendo un concetto antico dell'abitare. In opposizione gli spazi del moderno si esplicano con tecnologie nuove, dove appaiono le grandi vetrate mediate - verso l'esterno - da un brise-soleil. L'impossibilità di accesso al sito da parte dei mezzi di trasporto convenzionali ha orientato la scelta dei materiale e delle tecniche costruttive: il legno diviene così l'elemento che definisce il nuovo, in grado di interpretare in chiave contemporanea la "texture" delle antiche murature di pietra.

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La presenza storica di una cappella votiva, la marcata morfologia del sito, così come i percorsi pedonali, hanno determinato la struttura del progetto. Mentre gli spazi privati dell'abitazione si collocano ai livelli inferiori, il soggiorno trova la sua definizione esterna su una terrazza al livello più alto della casa. Il particolare inserimento morfologico inverte i rapporti di vicinanza isolando la nuova costruzione dall'intorno e mettendola in relazione con il giardino e il lago. All'interno le studiate aperture creano una visione scelta del paesaggio mentre la luce e i rumori del lago entrano a far parte dello spazio del soggiorno e proiettano lo spazio interno verso l'esterno. Il disegno dei terrazzamenti verdi oltre a definire una continuità con gli spazi interni, conferisce un valore aggiunto alla preesistenza storica e ai percorsi pedonali che collegano la strada inferiore al nucleo di Porta.

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Le singole unità abitative, tutte del medesimo modulo tranne l'ultima più grande capace di interrompere la progressione seriale, si presentano all'esterno attraverso dei grandi setti portanti che sostengono una lunga pensilina in grado di restituire unità all'insieme. Una sorta di cornice che dall'esterno "rimisura" il paesaggio circostante e dall'interno guida lo sguardo verso il lago Maggiore e il Monte Tamaro. Le scale collegano gli spazi esterni del piano terra al soggiorno e ad una corte retrostante, spazio che diviene una sorta di stanza a cielo aperto che riconsegna all'abitare la sua ancestrale condizione di religiosa intimità.

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L’antica villa, ormai fatiscente, un tempo dominava dall’alto il quartiere residenziale Paradiso tra l’imbocco dell’autostrada A2 e il lago Ceresio. Il progetto ne ha previsto la demolizione, la sostituzione con una nuova edificazione e il recupero di un edificio residenziale esistente. L’articolazione delle unità nasce dalla costruzione di spazi aperti pensati come “corpi virtuali” capaci di mediare la scala tra il nuovo e l’esistente. Il ridisegno del parco diventa la trascrizione, sul piano orizzontale di questa azione, condizione che permette di conferire all’intervento un ruolo prioritario all’interno del quartiere.

La struttura dell’edificio residenziale esistente è modificata con la demolizione del tetto a falde ma anche con la riformulazione di alcuni spazi interni. Il limite superiore è definito da un volume aperto sul lago con tre appartamenti duplex, i quali, congiuntamente alle unità del nuovo edificio rispondono alle esigenze contemporanee dell’abitare. Appartamenti passanti offrono ampi spazi aperti e funzionalmente flessibili. 

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Confrontato con una forte orografia della regione collinare di Orselina, il progetto di due unità ripetute sulla verticale si relaziona con la prossimità di un riale e con il panorama spettacolare sul lago Maggiore. La volontà di proporre due tipologie abitative distinte permette di snodare il volume attorno al nucleo dei percorsi e di rompere il fronte dell’edificio per trovare una scala d’intervento adeguata. Le ville, che con la loro tipologia ad L si aprono verso il lago, sono infatti arretrate rispetto agli appartamenti il cui spazio principale è rivolto verso il riale.

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Nato quale padiglione di svago e d’incontro in un giardino privato, il progetto viene successivamente adeguato ad un programma abitativo. L’edificio è inserito nella morfologia del terreno e si struttura con i percorsi e gli accessi. Il prospetto sud si distingue con un fronte aperto sul paesaggio. Nel sottosuolo si trova un ampio spazio con luce zenitale riservato ad una collezione di vetture, da cui si accede pure agli spazi abitativi del piano seminterrato. Da questo piano, riservato alle camere, si accede al piano principale superiore del soggiorno con un’ampia rampa evidenziata con luce zenitale. Il soggiorno è uno spazio libero da strutture che inquadra il lago e le montagne circostanti.

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Alle porte del nucleo di Solduno, in un’area densamente urbanizzata in modo diffuso e disordinato, il progetto di quattro unità abitative contigue si propone quale nuovo elemento ordinatore del luogo. Le nuove abitazioni sono situate lungo una strada di quartiere con accesso pedonale e veicolare. Sono sviluppate su tre livelli con entrata al piano intermedio. La tipologia proposta risponde in modo mirato a differenti sollecitazioni del contesto. Innanzitutto, al piano di accesso, la strada che porta al nucleo è caratterizzata dal ritmo dei porticati d’entrata e dalle corti che distinguono le quattro unità. In seguito al pianterreno gli spazi di soggiorno e cucina si orientano verso il giardino a sud e le corti a nord. Infine al secondo piano gli spazi abitativi più intimi si orientano verso una grande terrazza che inquadra il cielo e il paesaggio alpino verso sud.

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L’edificio progettato, posto su un terreno in leggero declivio, è caratterizzato da una tipologia a L. Questa scelta è dettata dalle peculiarità del luogo, un edificio preesistente ad est e la vista imprendibile a sud, sud-ovest. Ponendosi in questo modo, si ottiene l’intimità per gli spazi abitativi e l’apertura verso il panorama su lago e montagna.

L’edificio si articola in due volumi caratterizzati da contenuti diversi: il corpo principale, posto parallelamente alle linee del terreno, ospita gli spazi abitativi principali quali il soggiorno e le camere da letto, mentre nel volume perpendicolare trovano spazio i locali di servizio come cucina, ufficio e cantina. L’accesso all’edificio avviene nell’incontro tra i due volumi, dove una corte funge da snodo e luogo di comunicazione tra i vari spazi della casa.

 

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Il terreno si trova sul limite del nucleo storico di Gerra-Cugnasco ed era occupato da una stalla e da un edificio abitativo, già ampliato rispetto alla casa originaria con l’aggiunta di un nuovo corpo scale.

Il primo intervento del nuovo progetto prevede il recupero della tipologia e della volumetria originaria dell’edificio abitativo esistente, demolendo però il corpo scale aggiunto a suo tempo. Il secondo intervento, prevede la demolizione della stalla per far posto ad un nuovo edificio residenziale, posizionato perpendicolarmente alla casa esistente in modo da ricreare un cortile, delimitato da un muro di cinta che distingue lo spazio privato da quello pubblico. 

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Il progetto presentato è situato sul pendio di Gerra Gambarogno su un terreno caratterizzato da tre terrazzamenti ed una forma irregolare. L’edificio si pone parallelamente alle curve di livello adattando i suoi livelli ai pianori dei terrazzi esistenti.

L’accesso avviene dal basso, attraverso un volume interrato posto perpendicolarmente al terreno. La scala che porta al piano intermedio snoda le geometrie della parte interrata con quella del volume fuori terra che si trovano ad essere ortogonali fra loro.

Attraverso una seconda scala, posta lungo le curve di livello, si accede al piano superiore. Tagli di luce guidano il percorso attraverso l’edificio con luce zenitale.

 

L’organizzazione dell’edificio è suddivisa in tre. Il piano principale, quello superiore, ospita il soggiorno, il pranzo e la cucina, come pure la camera padronale. Un’ampia terrazza coperta si relaziona con il paesaggio a sud-ovest mentre il pianoro terrazzato conduce ad uno spazio esterno coperto da dove si scopre, a nord, il delta della Maggia. A monte, sul pendio che separa la strada dalla costruzione, è previsto un frutteto.

Il piano intermedio invece è destinato a spazi dedicati alla musica e alla televisione, al lavoro e al fitness e ad una camera per ospiti. Anche questo livello si apre sul pianoro corrispondente, dove si trova pure una piscina esterna.

Il piano inferiore alloggia l’autorimessa, la cantina e l’entrata principale. Quest’ultima si trova sopraelevata di mezzo piano il che permette da una parte di raccordare l’autorimessa alla quota della strada e dall’altra di portare i piani superiori in quota con i pianori esistenti.

 

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Un piccolo volume in calcestruzzo, annesso ai posteggi dislocati lungo la strada d’accesso, annuncia la presenza della casa, alla quale si accede tramite una scala che segue il pendio.

L’edificio segue la topografia, del terreno: verso monte emerge unicamente il piano superiore mentre verso valle vengono alla luce i due piani inferiori.

Il piano superiore, che non è in contatto col terreno, è costruito con elementi in legno prefabbricati e accoglie l’entrata con il guardaroba, le camere da letto, il bagno ed un ampio corridoio che funge anche da spazio di gioco. Tutte le finestre sono dotate di persiane a battente, elementi di protezione solare e di oscuramento, che lasciano apparire le facciate variabilmente aperte o omogeneamente chiuse.

Una scala aperta in legno conduce al sottostante piano giorno, il quale si apre verso il paesaggio tramite una terrazza parzialmente scavata nel terreno. Due serramenti grandi con posti a sedere inquadrano la splendida vista sul piano del Reno e la catena montuosa austriaca dal Vorarlberg.

Nel seminterrato si trova lo spazio tecnico ed uno stanza multifunzionale con uscita diretta al giardino. I due piani interrati sono costruiti in calcestruzzo armato a facciavista con isolamento termico all’interno.

 

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